MASSIMO BERRETTA

SULLA STRADA DEI SOGNI

Apr
06

Dal 12 aprile al 9 giugno 2019, si terrà, presso le Fiere di Reggio Emilia, l’edizione 2019 della Fotografia Europea con titolo: LEGAMI. Intimità, relazioni, nuovi mondi.

La quattordicesima edizione del festival va ad approfondire le relazioni umane in tutta la loro estensione, da quella affettiva, più naturalmente privata, a quella sociale, più naturalmente agita in ambito pubblico.
Il legame è costruito su una relazione che tende a trasformare entrambi i soggetti. Dall’io si passa al noi, e dal noi si passa a noialtri, comprendendo l’altro da sé all’interno del proprio orizzonte, non solo ideale: la definizione di questi legami definisce la società nella quale ognuno di noi vive.

Le Fiere di Reggio Emilia ospiteranno la mostra fotografica “Sulla strada dei sogni” di Massimo Berretta.

Progetto Espositivo

La mostra presenta, nelle intenzioni dell’artista Massimo Berretta, 12 fotografie di grande formato, elaborate in post-produzione, con l’obiettivo di esporre una propria visione attraverso “ il ricordo fotografico “ del meraviglioso mondo giapponese nei suoi aspetti più tradizionali.

Nello specifico la tecnica  usata è quella di un montaggio degli scatti giapponesi con altre fotografie dell’autore realizzate appositamente , attraverso sovrapposizioni in computer grafica .Parallelamente, è stato fatto un accurato studio sul colore, prendendo ispirazione dai suoi numerosi viaggi in Giappone ricreando una serie di accordi cromaticamente compatibili con le atmosfere vissute nei suoi viaggi.

Altra fonte di ispirazione è la tecnica giapponese del Kintsugi che l’artista ha riproposto idealmente nella ri/costruzione delle immagini accentuando ancor di più il forte legame con il Giappone.

Finalità del progetto

L’obiettivo del progetto è la rappresentazione di un Giappone onirico e immaginifico del viaggiatore  nell’ immersione nella cultura Giapponese.

Allestimento

L’allestimento, presenterà le 12 fotografie di grandi dimensioni, formato di 70 x 100 cm. montate su cornici metalliche realizzate dall’artista.

Informazioni

FIERE REGGIO EMILIA

Email: info@terminal-one.it

Telefono: 0522-232602

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CABIRIA. Ila fato, l’acqua, la storia.

Ott
12

ROMA

Mo.C.A. Studio

dal 17 al 26 ottobre 2018

In collaborazione con:

La mostra fotografica di Massimo Berretta è ispirata all’opera cinematografica Cabiria di Giovanni Pastrone (1914), L’esposizione si sviluppa in una sequenza di fotografie legate da una poetica comune, ma realizzate come singole opere autonome. Ogni singola composizione scandisce un immaginario legato all’opera di Pastrone, e contestualmente rappresenta una originale ricognizione del femmineo mondo mediterraneo, ispirato alla figura di Cabiria. L’obiettivo del progetto è coinvolgere lo spettatore in un continuo rimando tra la propria memoria e quella del personaggio rappresentato, attraverso le sollecitazioni indotte dalle immagini quasi oniriche e dai toni tipici delle atmosfere mediterranee, in un rocambolesco gioco di sovrapposizioni e rimandi. Il film Cabiria ha rappresentato, per Massimo Berretta, un’autentica macchina di cattura dell’immaginario. Diversi gli elementi della fascinazione, dall’ambientazione di una storia dal carattere monumentale, alle espressioni degli attori del muto, che cercavano di trasferire emozioni con espressioni prolungate nel tempo, in una sorta di danza immobile che cristallizzava la successione dei fatti. Così, di fronte al film, Berretta afferma di essersi trovato immerso in un campo d’attrazione, nel quale la sequenza delle immagini fisse trasferiva in lui il senso profondo dell’ineludibilità degli eventi, un susseguirsi di fatti storici procedevano incuranti delle singole storie d’ognuno, stravolgendo la linearità del futuro. Così, ci racconta l’autore, è nata la volontà espressiva di estrarre, da questo immaginario, il fascino del destino della protagonista, la bambina, fanciulla, donna Cabiria, piccola esistenza al cospetto dei maestosi eventi provocati dalla prima guerra punica. Cabiria diviene così un puro corpo “messo in un vasel ch’ad ogni vento per mare va, all’altrui voler”. In questo suo lavoro l’artista isola il corpo della protagonista, iscrivendo su questo una vera e propria cartografia del destino pagano, ben lontano e distinto dalla consolazione della provvidenza cristiana. I quadri fotografici di Berretta raffigurano il corpo di Cabiria circondato da citazioni, indizi, segni grafici ispirati all’espressionismo, in un mosaico finemente composto, in cui si esalta l’apparente contraddizione tra la classicità della postura e la meccanica del colore che imprigiona la materia, Il tutto è compresso in un flusso che proietta il destino di quel corpo – il corpo di Cabiria – su di uno schermo immaginario, sul quale lo spazio viene trasmutato per apparire come pura composizione di elementi meccanici, sono loro che simboleggiano il destino di una donna, che ha la propria storia inscritta sulla carne. Lo stesso Berretta afferma che il modo per rapportarsi ad opere come questa, è quello di porsi davanti ad ogni singolo manufatto così come ci si pone di fronte ad una scenografia dalla quale ci si aspetta scaturisca un’azione, e nell’opera di Berretta l’azione scaturisce repentina con l’apparizione del corpo di Cabiria. Le meccaniche compositive tracciano una via per la lettura dell’esposizione, ma contemporaneamente bisogna abbandonarsi ai flash sovrimpressi, come lampi sulla scena, che dal buio disegnano emozioni composte sul corpo abbandonato agli eventi. Ogni quadro è storia a sé, ma l’insieme forma una storia sincronica del destino, fuori dalla linea del tempo.

Claudio Romanelli

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CABIRIA. IL FATO, L’ACQUA, LA STORIA

Apr
15

REGGIO EMILIA

dal 20.04 al 17.06

A cura di Claudio Romanelli

Promossa da Associazione culturale Controchiave

Le fotografie di Massimo Berretta sono ispirate all’opera cinematografica Cabiria di Giovanni Pastrone (1914),

L’esposizione prevede una sequenza di fotografie legate da una poetica comune ma realizzate come singole  opere autonome, che scandiscono i momenti salienti del film e rappresentano una originale ricognizione nel femmineo mondo mediterraneo ispirato alla figura di Cabiria.

L’obiettivo del progetto è coinvolgere lo spettatore in un continuo rimando tra la propria memoria e quella del personaggio rappresentato, attraverso le sollecitazioni indotte dalle immagini quasi oniriche nel loro gioco di sovrapposizioni e dai toni tipici delle atmosfere mediterranee.

Cabiria, il film di Giovanni Pastrone del 1914, ha rappresentato per Massimo Berretta una autentica macchina di cattura dell’immaginario. Diversi gli elementi della fascinazione come l’ambientazione di una storia dal carattere monumentale, o le azioni e le espressioni di quegli attori che, orfani di parola, sanno creare l’emozione con espressioni prolungate nel tempo, in una sorta di danza immobile che cristallizza la successione dei fatti.
Di fronte al film, Berretta afferma di essersi trovato immerso in un campo d’attrazione, nel quale la sequenza delle immagini fisse trasferiva in lui il senso profondo dell’ineludibilità degli eventi, un susseguirsi di fatti storici che procedono incuranti delle singole storie d’ognuno, stravolgendo la linearità del futuro.
Così, ci racconta l’autore, nasce la volontà espressiva di estrarre, da questo immaginario, il fascino del destino della protagonista, la bambina, fanciulla, donna Cabiria, piccola esistenza al cospetto dei maestosi eventi provocati dalla prima guerra punica. Cabiria diviene così un puro corpo “messo in un vasel ch’ad ogni vento per mare va, all’altrui voler”.

In questo suo lavoro l’artista isola il corpo della protagonista, iscrivendo su questo una vera e propria cartografia del destino pagano, ben lontano e distinto dalla consolazione della provvidenza cristiana.
I quadri fotografici di Berretta raffigurano il corpo di Cabiria circondato da citazioni, indizi, segni grafici rinascimentali, sapori espressionisti. Esaltano la contraddizione apparente tra la classicità della postura e la pura meccanica del colore che imprigiona la materia. Il tutto è compresso in un flusso che proietta il destino di quel corpo – il corpo di Cabiria – su di uno schermo immaginario, sul quale lo spazio viene ribaltato attraverso segni grafici e tagli simbolici, piani inseriti e sovrapposti che suggeriscono la trama meccanica del destino inscritto sulla carne.
Lo stesso Berretta afferma che il modo per rapportarsi a queste opere è quello di porsi davanti ad ogni singolo manufatto così come ci si pone di fronte ad una scenografia nella quale si attende una azione, e in queste l’azione è il corpo, il corpo di Cabiria, accentuato dalla giustapposizione di dimensioni indefinite, piani contrapposti inseriti all’orizzonte. Pure meccaniche, che tracciano la giusta via alla lettura dell’esposizione. Flash sovrimpressi lanciano lampi sulla scena, che dal buio disegnano emozioni, composte sul corpo e in balia degli eventi.
Ogni quadro è storia a sé, ma l’insieme forma una storia sincronica del destino, fuori dalla linea del tempo.

Fiere di Reggio Emilia
Via Filangieri 15
CIRCUITO OFF
Fotografia europea
Con il circuito Off di Fotografia Europea ogni luogo, anche il più nascosto, si trasforma in galleria d’arte.Il circuito OFF è la sezione libera e indipendente di Fotografia Europea che nasce dalla spontanea iniziativa delle persone. Dalla prima edizione del 2007 il circuito si è ampliato anno dopo anno, arrivando a coinvolgere tutto il tessuto urbano grazie alla partecipazione dei privati che organizzano, autonomamente, mostre ed eventi nella provincia di Reggio Emilia.
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